giovedì 28 novembre 2013

Vittoria Palazzo (racconto scritto il 28/11/2013)


Vittoria .... quella col cappello


Suona il telefono. Numero sconosciuto.

Non lo sopporto. Mando un “Ki 6” e mi arriva un nome. Vittoria.

Mi richiama subito. “Come va.”

Così, senza punto interrogativo, cerebrale, freddo, come faceva Charles Swann.

Sorrido di quel gioco innescato dalla lettura comune della Recherche e le dico: “domanda di riserva?”

“allora ti chiedo ... che ore sono!”

“a questa so rispondere. Fammi accendere la luce … ecco … le tre e un quarto”

“non dormivi”

“esatto”

“l'ho percepito. Questo mi ha svegliata e ho pensato di chiamarti”

“ti ringrazio. Come stai Vitt”

“domanda di riserva?”

“che ore sono”

“furbetto...”, e ride leggera leggera.

“E' quasi un anno che non ci si sente. Nessuna cattiveria Vittoria. Cose della vita”

“cose accadute o non accadute?”

“Vittoria … domanda di riserva?”

“che tempo fa”

mi alzo, apro la finestra, scosto un poco la veneziana, e vedo una notte glaciale satura di stelle.

“Sereno. Via lattea in festa. E a Milano?”

“qui è una bella notte”

“in quale camera sei Vittoria?”

“ti ricordi la sala delle conferenze?”

“bella vetrata. Quindi in via Rotondi, nel cuore di Milano, vedi il verde degli alberi del tuo piccolo giardino”

“esatto”

“si muovono?”

“una brezza leggera. Non mi dici niente quindi ...”

“non ha senso Vitt, e poi hai capito … lo so”

“ti ricordi quel momento della mia vita, quando andai a Parigi e conobbi Sarte e mi sentii ad un passo dalla … letteratura?”

“certo”

“io ora, immobile in questo letto, ci penso spesso e ho capito. Tornai e dovetti scegliere. O la famiglia al paesino con i figli o la fama che sembrava essere dietro l'angolo”

“ti fa ancora male?”

“non più. Scelsi la letteratura e persi tutto”

“Vittoria. Hai scritto delle cose belle”

“lo so … ma quel che volevo dirti è che ora capisco che anche quella sconfitta è stata vita, è stata bellezza. Al presente, per tutto, mettiamo troppa emotività quindi perdiamo molto del senso delle cose ...”

“Vittoria … ho capito la lezione, ma io di solito son riflessivo. Faccio poche cose pensate minuziosamente”

“appunto … lasciati andare. Hai esagerato caricando di troppo pensiero alcuni fatti. Io sbagliavo nel senso opposto ...”

“ho capito Vittoria. Ma non sai niente di quello che mi sta accadendo ...”

“... o non accadendo ...”

“che ore sono?”

Lei ride, mi da la buona notte e prevede che finalmente dormirò.

Mi addormento davvero. Si fa mattina. Accendo la radio. Temporali da ieri sulla Lombardia. Quindi non poteva essere una notte serena e piena di stelle. Forse causa l'età, le ha viste ugualmente. Sorrido e mi inabisso nei miei circolari, ossessivi e scomodi pensieri.

NOTTE


Perso il sonno. Suona il telefono. Raccolgo le forze, che devono esser ormai tante anche per parlare con chi stimo, e risento la sua voce.

“Ti ordino di dormire … altrimenti non dormo neanch'io”

“ma io questa faccenda Vitt, proprio non la capisco!”

“e cosa c'è da capire ...”

“come fai a saperlo!”

“ci son domande che non ha senso farsi. Dormivi?”

“no”

“e allora qualcosa in me è accaduto che me lo ha fatto sentire”

“credo anche di sapere a cosa pensi ...”

“e … cosa mi consigli Vitt?”

“niente, perché hai ragione su tutta la linea”

“che ore sono Vitt?”

“le quattro in punto. Ascolta furbetto, non passare a domande vuote e ascolta … spesso si ha ragione nella vita, ma si perde ugualmente.... e ora rispondi onestamente … sei a posto con la coscienza?”

“si ...”

“sicuro?”

“si Vitt...”

“sicuro sicuro?”

“si. Ho avuto conferma anche da altri ...”

“il gatto e la volpe o persone affidabili?”

“affidabili Vitt. Veramente”

“quindi ragazzo, se i tuoi principi morali hanno sofferto, ma non li hai traditi, sei salvo...”

silenzio.

“Hai capito ...”

silenzio

“ti sento sai, e non sento solo il respiro. Non hai perso te stesso, ricordalo. Solo quando tradisci i tuoi principi è il disastro. Io allora avevo due principi validi che si scontrarono. Tutto qui. Parigi, la letteratura, la poesia … o la famiglia. Credevo in tutt'e due. Polvere.”

silenzio.

“Fa male, lo so, ma passa. Ora dormi. Ciao”


MATTINO


Mi alzo deciso. Prendo la macchina. Milano. Arrivo in via Rotondi. parcheggio, e spero di riuscire a parlare finalmente a qualcuno a cuore aperto. A rompere la diga che ho dentro. Suono. Risponde il marito.

Vittoria è morta da due giorni. Vedo il suo letto rivolto verso gli alberi. Non oso raccontare. Faccio le condoglianze quasi balbettando ed esco.

Un Caffè nella piazza sei febbraio che è subito dietro. Due telefonate impossibili quindi ...

Appariva un numero. Chiamo. Nessuno.

Bevo un cappuccino. Riprovo.

Nessuno. E mi accorgo che non è un numero a caso, ma la mia età con attaccata la data di nascita.

Guardo il telefono. Squilla.

“Ciao We”

“ciao Vitt”

“ho dato fastidio agli angeli per sentirti”

“si”

“non è stato difficile sai. Mi conosci … quando mi metto in testa una cosa”

“e adesso Vitt che succederà?”

“che metto giù … e che ti ricorderai di me … per te stesso”.

Silenzio.

Sferraglia il tram 19.

“E' in ritardo, come sempre”,

e Vittoria ride.

“E ora addio piccolo mio”

“per sempre?”

“si … per sempre. Anche noi da qui, dobbiamo guardare avanti … come te”

“ci proverò Vitt”

“ti credo, e sappi che se non riesci … sarai comunque compreso...

ciao piccolo”

“ciao...”

Nel telefono, non appare più nessuna traccia fra le chiamate ricevute.

Seduto, rimugino su quel che è accaduto.

Un'allucinazione? Ora che nel telefono non c'è traccia, non ho più prove … nemmeno per me stesso.”

“Mi alzo e mi incammino verso la macchina. Ad ogni passo dubito sempre più che sia accaduto.”

“l'ho pensato? L'ho sognato?”

Se la realtà è il sogno … allora, ma la realtà un sogno non è. Anzi ....

Guido verso casa. La musica, Chopin, Schubert, mi sono indifferenti. Quasi stridono questi compagni di una vita.

Arrivo a casa e a piedi raggiungo la spiaggia. Ecco il punto che lei amava tanto. Delle impronte … due mozziconi … e lei fumava. Ricordo che erano sottili e candide … i mozziconi son sottili e candidi. Sulla spiaggia deserta in lontananza rotola un cappello di paglia a tesa larga con un nastro rosso. Sorrido. Un volo bianco, enorme si alza dalla pineta e quasi mi sfiora goffo, e poi si alza e si fa angelico. Un albatro, e qui non se ne son mai visti!

Qualcosa è accaduto quindi, ma nonostante tutto so che questa notte sarà insonne.

Ciao Vittoria. Ciao. Per sempre.


6 commenti:

  1. leggo molto questo blog e questa lettura mi ha colpito molto su di un fattore personale. anche a me capita di sognare anime di defunti ke nn sn più cn me o anke di persone che amo molto.quelli ke anke l'autore ha definito angeli . proprio la notte scorsa ho sognato di essere seduta a un grande tavolo davanti a me era seduto un grande artista , la cui presenza ha in qualke modo segnato tutta la mia vita,vicino a lui c'era una donna coi capelli sfibrati , nn la conosco ma nel sogno me ne sn andata , la senzazione che ho avuto è che il sogno fosse il loro nn il mio .... il mio intervento voleva ringraziare l'autore per l'importanza da attribuire ai sogni che nn sn la realtà ma parte del suo significato simbolico... sicuramente se lei ha avuto un sogno del genere vuol dire ke è molto sensibile e che grazie a Vittoria o ad altri angeli riusciraà peresto a rispondere a quella prima domamda, prima nn solo in ordine numerico ma prima nel senso in cui va il racconto della vita,. grazie!

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  2. mi è piaciuto molto il finale dello scritto, laddove l'animo poetico dell'autore vede librarsi un volo bianco a cui attribuisce, sia la purezza della creatura angelica ,sia la forza e la maestosità tipica dell'albatro e della natura stessa. mi sorge un paragone con un altro Suo racconto in cui l'anello di congiunzione è sempre dato dalla Poesia che piega le leggi naturali. Ok ecco il fatto : mi innamoro del racconto in cui un liquido amniotico produce fiori blu .... se nn fosse capitato a me nn ci avrei creduto. girando in bici trovo campanelle azzurre ad ogni lato della strada . sn di una bellezza rara e mi stupisco di trovarle nella stagione autunnale....insomma nn ci vuole il pollice verde x capire ke le campanelle sn primaverili.Forse è il caso di riflettere sulla poesia nn come mero esercizio estetico ma come dono e sulla figura del poeta nn come uno ke la società cova ai margini ma come vate ke riabilita l'esistenza. mi ero affezionato a quei dolci fiori ed ora ke nn ci sn più aspetto un altro segno, un altro regalo, un'altra magia

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  3. Grazie del commento più che lusinghiero. Non si tratta comunque di un sogno. Vittoria non c'è più già da un po' e nei momenti difficili, ne sto attraversando uno abbastanza fangoso, mi vengono in aiuto più i morti che i vivi. Epoca troppo individualista. Quando sei circondato da "consumatori" di oggetti e sensazioni di superficie, ecco per gli ideali rimane ben poco spazio. Fra i miei cari morti trovo conforto, ma questo racconto, nato ieri pomeriggio dopo il tramonto, ora nella quale spesso la sentivo, si è concretizzato in me in stato di veglia, permeato di nostalgia, innescato certamente da questa condizione che sto vivendo e che penso di dover semplicemente subire ed accettare. Ciao e grazie di nuovo

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  4. nn sn lusinghe! si tratta del senso da dare all'umanitàs . se il poeta in epoca omerica era un "invasato" da cui vate non lo era perchè pazzo ma perchè ispirato da una musa. il poeta aveva un peso specifico nella società , in quanto tramite tra mondo reale e celeste , concepito semplicemente come insieme di anime , dato ke sitrattava di epoca pre - cristiana. sono arrivati i poeti maledetti e Boudlaire ha buttato un cigno con la sua purezza kandida fra lo smog dell'industrializzazione , peccato Forse la crisi era nell'aria ? nn lo so ma pur stimando i Fiori del MALE e una stagione all'inferno ritengo ke il poeta nn debba mai rinunciare a un suo compito. dall'adolescente che scrive la poesia sul diario della fidanzata a tonino guerra che vede una farfalla come segno di rinascita il poeta è sempre vate a vari livelli ovviamente ...

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  5. J'est rêvé Vittoria, il y a deux jours, on est été tous dans un ambiance plein des tables et des gens assez concentré à discuté de financement artistique, crowfunding,comme on dirais aujourd'hui elle tourne à droite et à gauche exactement comme je l'ai connu, pleine des énergies ,elle me disait que a toujours les cheveux rouges même quand ils sont devenue blanches, elle se le teigne puisque tous pouvaient bien la reconnaitre .On est très amis, quand elle est été dans l'Ordre des journalistes, elle m’aimè beaucoup, l'Italie , la France, une Italie qui n'existent plus elle est venu à me renseigner que elle est été morte, de ne l'oublié pas ...no, je te n'oublierais pas

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