mercoledì 6 luglio 2016

MASAKO (racconto)



Ciao. So che non ti aspetti certo una lettera in tempi da e mail, ma la lettera è più vera. C'è una calligrafia che ti parla di una persona e poi, e poi se ti innervosirà quel che ti scrivo, non basterà un click per eliminarmi, avrai bisogno di strapparla. E strapparla non basta, dovrai gettarla …
E comunque spero che che un relitto affascinante come una lettera di carta pregiata, vergata (si dice così …) con una stilografica che lascia un segno color seppia come si usava un tempo, quando scrivere era …. era un piacere, spero che questa sorpresa, attiri la tua attenzione e che tu legga, legga veramente, non solo con gli occhi, non solo con la mente, ma anche col cuore.

Avrai notato che la lettera è senza mittente e che non ha francobollo. So quindi dove abiti. Non temere, non sono uno stalker. Tutt'altro. Vago per le città e osservo il mondo chiuso nel mio silenzio. Sono benestante, molto, e posso permettermi di vivere in modo capriccioso oppure profondissimo, e le due categorie all'occhio disattento della normalità potrebbero risultare la medesima. L'auto mi porta. Spesso non so nemmeno dove. Se mi affascina il nome di un luogo, o un panorama, o un volto, ecco che mi lascio andare e seguo quella che per me è una traccia. Non cerco, trovo. Frase bella ma non mia. Bejart la spacciava per sua, ma anche Picasso, e Wilde … 

Mi sono seduto in un Caffè attirato dal suono tintinnante, sorprendentemente acuto del  campanile della piazza del mercato. Giorno soleggiato ma non afoso, un piccolo tavolino in ghisa e osservavo a caso ... mi ero focalizzato su una tata con una bimba, che si erano sedute vicino a me, e dopo aver gustato le vostre originali campane nel concerto di mezzogiorno ascoltavo quel che si dicevano. Stavo pensando … “e ora a come agisco?” quando sei apparsa in fondo alla via. Stupenda e nervosa, calzavi un corpo da far invidia ad Afrodite, ma il tuo sguardo e il tuo passo (che è lo sguardo del corpo), tradivano un nervosismo di quelli che immediatamente mi mettono a disagio come quando un gatto annusa il pericolo.
Qualcosa nella tua giornata era andata storta? Qualcosa di piccolo? Oppure si trattava di qualcosa di grande che mieteva i nervi da tempo? Ti osservo con accurata noncuranza. Non hai un minimo accenno di rughe e hai circa trent'anni, quindi non si tratta di un problema di lunga durata. 
Ti comunico, tanto per gradire, che ognuno di noi nasce immortale … non scherzo. E' la sofferenza a sgretolare quel dono. Nemmeno le rughe verrebbero se non esistesse il dolore e tu quindi non hai ancora sofferto. Tu sei la medesima da quando il tuo sviluppo è terminato, quel momento solenne e spesso inconsapevole, che accade verso i ventuno anni, quando il seno lievemente si allarga. Dopo più nulla cambia … anzi, cambierebbe, se non ci fosse appunto la sofferenza a segnarci, a renderci fragili.
A questo punto ti sarà venuto il sospetto che sono matto e la cosa mi diverte. Posso anche presentarmi ora, e rido del mio rivelarmi dopo decenni e più, di silenzio, ma penso ne valga la pena … non per te ovviamente, ma per tua figlia.
Abbi pazienza e comprenderai. Sono il conte di Sain Germain …
Immagino che il nome non ti dica molto e forse proprio nulla. Sappi comunque che vivo al di là dei sentimenti, in un clima di freddo pensiero che abbatte le misure del tempo. Sono nato da donna, ma il mondo non ha capito chi fosse, mentre io, e non sto scherzando, me ne sono dimenticato. La rivoluzione francese era ancora distante e la nobiltà, in modo decisamente poco nobile, abusava ancora del mondo. Nulla è cambiato in fondo, se non l'apparenza e, seduto qui e ovunque, e passeggiando, e col raro dialogo, osservo le vite degli uomini. 
Per me l'amore sarebbe un insulto orrendo. Prova ad immaginare: lei, una lei nella vita. Lei che invecchia, io no. Lei che ha slanci di affetto e di passione, poiché ti garantisco che li innesco, e io che celato nella mia coltre di freddezza, gestisco minuziosamente le reazioni per non soffrire. Solo chi soffre sa cos'è una gioia, e quindi, nel mio equilibrio che devo vegliare sempre, sarei probabilmente gradevole e di compagnia, ma senza sensualità, e fa arrabbiare il fatto che si coglie che la controllo ormai con poco sforzo.

Le campane ormai silenziose avevano lasciato nell'aria una vibrazione infinitesima che ormai sono in grado di cogliere. E' il mio nettare. Se entro in città la mattina presto, adoro la luce illusa del primo sole, “sento” aleggiare quel che a teatro la sera prima ha occupato gli spettatori. La voce lamentosa di Amleto sbatte cieca nelle vie e, devi sapere che cerca le fontane per annientarsi nell'acqua, unica sua pace. La voce di Boccherini ieri sera dal vostro palcoscenico, col suo autentico violoncello cremonese, ha nutrito i fiori che, osserva bene, hanno avuto di conseguenza una crescita più florida. Ecco in cosa consiste la bellezza del mondo per me, e arrivo spesso in luoghi di belle case ove frammenti stridenti di armonie esteriori, rendono poco aggraziati gli inconsapevoli abitanti.
Questa mattina quindi campane d'argento (ho verificato ed effettivamente di un eccesso del metallo lunare si tratta) mi hanno attirato, e poi mi sono accorto che al vibrare leggerissimo, che prosegue nel silenzio si aggiungeva Boccherini. Mi son dedicato allora ad osservare come per questa coincidenza, germogliano bene i tigli del viale principale e ho provato a vedere se fra gli umani qualcuno si ne godesse almeno un pochino. I bimbi nelle carrozzine, se i rumori non erano troppo invadenti, e poi … e poi appare una tata orientale che tiene per mano una bambina minuscola, forse di tre anni, e … il suo sguardo … piccolo piccolo, e le sue parole, della tata intendo... Sgridava la piccola perché quella mattina si era svegliata troppo presto. Le spiegava che era stata nove mesi nella pancia della mamma e li dormiva. Per questo cresceva. Ora per crescere aveva come sempre il momento del sonno che quindi per lei era un dovere. Il corpo si concentra su se stesso e si diventa grandi. Poi la tata si è illuminata di una goccia di buio. Forse una invidia nei tuoi confronti? Oppure le hai fatto un torto che in fondo è la medesima faccenda? Masako, così si chiama, improvvisamente, per i miei occhi, era un'altra. Piccolissime variazioni dell'aspetto e della gestualità che dicono più delle parole. Ora ascoltami attentamente. Potresti dubitare che io sia Saint Germain, chiamami Claude nella tua mente, e forse sarebbe meglio per tutti se fossi considerato un colto mistificatore, ma non dubitare di quel che ora ti racconto. “Tu crescerai!” le ha detto “ma ora, mentre tu cresci la tua mamma calerà. Lei nel sonno continuerà a darti la vita fino a non averne più per se stessa!”
Non so dire il perché di quella goccia di nero, ma ne conosco gli effetti. Le parole possono più di un coltello, e ora te lo dimostro. La bimba era spaventata, spaventata dentro. L'ho vista immaginare se stessa crescere e la madre rimpicciolirsi, avvizzire, in fondo invecchiare, e poiché ti ama, l'angoscia l'ha zittita. Non so dirti perché non ha dormito ieri sera, ma so che non dormirà più se non mi ascolti. Mentre iniziava a macinare angosce, ecco che sei apparsa, nervosa e per lei più bella della vita stessa. Ti è corsa incontro e ti ha abbracciato le gambe con una agitazione che ti ha stizzita. Masako vi ha lasciati soli e tu dopo avere bevuto il tuo caffè sei andata via con tua figlia mano nella mano che ti aveva osservata con attenzione per cogliere qualche cambiamento da ieri e dagli altri ieri dei suoi intensi tre anni.
E' pomeriggio e stai leggendo questa lettera. Tua figlia ha già deciso di non dormire più, mai più. Solo così rimarrai sempre uguale. Sarà una lotta sua tutta interiore, col sonno, per la tua vita. 
Ora, non essere reagire d'impulso e ascolta. Devi cercare di comprendere cosa ha fatto uscire quelle parole dalla bocca di Masako. Io, dopo averti seguita fino a casa, l'ho cercata nelle vie del centro. Il passo deciso di chi era comunque soddisfatto di una piccola vendetta, completamente inconsapevole del meccanismo innescato, come sempre accade a chi vive nelle turbolenze delle passioni. Ho cercato di cogliere i suoi pensieri, so farlo, ho cercato di osservare tutto di lei, e so che se la spegnerai senza usare fiamme e urli, se Masako sarà placata, l'effetto negativo sarà dimezzato. Un pensiero tremendo che dura nel tempo … produce continuamente effetti. Per tua figlia ecco la ricetta. Rispondi alla maledizione con una favola. A questo in fondo servono. Dille che dovete dormire insieme, che te lo ha detto un vecchio mago (io …) e che solo così tu non invecchierai mai. Il segreto è nell'aria che dovete respirare insieme, e se la condisci con un po' di musica per arpa verrà tutto più semplice. Vedrai che si calmerà e nel giro di qualche giorno tornerà al mondo che le spetta, quello senza ossessioni.
Secondo me, se sai raccontare, se la sai convincere, la salverai, poiché il destino che
diversamente la attende è quello orrendo dell'arte, che è una convivenza con brutto seme che qualcuno spesso involontariamente ci ha gettato dentro di noi. Se non si fa presto il seme diventa pianta, si nutrirà di tutta la sua mente e la mente, che siede anche a tavola col corpo, deperirà le carni. se la pianta diventa più forte del corpo te ne accorgerai dai frutti, che sono le opere. L'umanità sarà contenta, tua figlia morta alla vita, curerà la sua malattia senza rimedio. quindi ... non hai scelta, per la prima volta in vita tua, dovrai fidarti di un uomo, di uno sconosciuto, della sola traccia color seppia su un foglio.
Ti saluto deliziosa mammina. Non cercarmi. Sono già lontano.








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